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	<title>Maturità</title>
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	<description>News e Curiosità sugli Esami di Stato in Italia</description>
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		<title>Esame di Stato 2012, scelte le materie per la seconda prova scritta</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Greco al Liceo classico, Matematica al Liceo scientifico, Lingua straniera al Liceo linguistico, Pedagogia al Liceo pedagogico, Figura disegnata al Liceo artistico, Economia aziendale ai Ragionieri, Topografia ai Geometri, Alimenti e alimentazione all’Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione. Sono queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta degli esami di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2012/01/maturita.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-129" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Maturità" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2012/01/maturita-150x150.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><strong>Greco al Liceo classico, Matematica al Liceo scientifico, Lingua straniera al Liceo linguistico, Pedagogia al Liceo pedagogico, Figura disegnata al Liceo artistico, Economia aziendale ai Ragionieri, Topografia ai Geometri, Alimenti e alimentazione all’Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione</strong>. Sono queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta degli esami di Stato 2012 e contenute nel decreto firmato dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo che individua, tra l’altro, anche le materie assegnate ai membri esterni.</p>
<p><span id="more-125"></span></p>
<p>Le prove scritte dell’esame di maturità dell’anno scolastico 2011/2012 si svolgeranno il 20 giugno (prima prova) e 21 giugno (seconda prova).</p>
<p>In particolare per la seconda prova scritta sono state selezionate per i licei:</p>
<p>liceo classico: Greco;<br />
liceo scientifico: Matematica;<br />
liceo linguistico: Lingua straniera;<br />
liceo pedagogico: Pedagogia;<br />
liceo artistico: Figura disegnata.</p>
<p>Per gli istituti tecnici e professionali sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratico-laboratoriale. Per questa ragione la seconda prova può essere svolta, come per il passato, in forma scritta o grafica o scritto-grafica o scritto-pratica, utilizzando, eventualmente, anche i laboratori dell’istituto.</p>
<p>Le materie scelte per alcuni indirizzi sono:</p>
<p>per l’istituto tecnico commerciale (ragionieri): Economia aziendale;<br />
per l’istituto tecnico per geometri: Topografia;<br />
per l’istituto tecnico per il turismo: Lingua straniera;<br />
per l’istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione: Alimenti e alimentazione;<br />
per l’stituto professionale per i servizi sociali: Psicologia generale e applicata;<br />
per l’istituto professionale per tecnico delle industrie meccaniche: Tecnica della produzione e laboratorio.<br />
Per il settore artistico (licei e istituti d’arte) la materia di seconda prova ha carattere progettuale e laboratoriale (Architettura, Ceramica, Mosaico, Marmo, Oreficeria ecc.) e si svolge in tre giorni.</p>
<p>Materie affidate ai membri esterni<br />
Il decreto individua, inoltre, le materie affidate ai membri esterni. La scelta di queste materie ha seguito, laddove si è rivelato opportuno, il criterio della rotazione delle discipline.</p>
<p>Progetto Esabac<br />
Sono 40 gli istituti scolastici coinvolti nel progetto Esabac, finalizzato al rilascio del doppio diploma italiano e francese ed attuato sulla base dell’Accordo Italo-Francese sottoscritto il 24 febbraio 2009.</p>
<p>Domanda di partecipazione on line per dirigenti scolastici e insegnanti<br />
Quest’anno, per la prima volta, dirigenti scolastici e insegnanti presenteranno on line la domanda di partecipazione agli esami di Stato in qualità di presidenti di commissione e di commissari d’esame.</p>
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		<title>Esami di Stato – Prima Prova di Italiano 2011 – Tipologia C e D</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 15:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TIPOLOGIA C &#8211; TEMA DI ARGOMENTO STORICO Lo storico Eric J. Hobsbawm definisce Secolo breve gli anni che vanno dall’esplosione della prima guerra mondiale fino al collasso dell’URSS. A suo giudizio, “la struttura del Secolo breve appare come quella di un trittico o di un sandwich storico. A un’Età della catastrofe, che va dal 1914 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/esami-di-stato-2011-prova-c-d/esami-di-stato/" rel="attachment wp-att-115"><img class="alignleft size-full wp-image-115" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Esami di Stato" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/esami-di-stato.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>TIPOLOGIA C &#8211; TEMA DI ARGOMENTO STORICO</strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Lo storico Eric J. Hobsbawm definisce Secolo breve gli anni che vanno dall’esplosione della prima guerra mondiale fino al collasso dell’URSS. A suo giudizio, “la struttura del Secolo breve appare come quella di un trittico o di un sandwich storico.</p>
<p><span id="more-114"></span></p>
<p>A un’Età della catastrofe, che va dal 1914 sino ai postumi della seconda guerra mondiale, hanno fatto seguito una trentina d’anni di straordinaria crescita economica e di trasformazione sociale, che probabilmente hanno modificato la società umana più profondamente di qualunque altro periodo di analoga brevità. Guardando indietro, quegli anni possono essere considerati come una specie di Età dell’oro, e così furono visti non appena giunsero al termine all’inizio degli anni ’70. L’ultima parte del secolo è stata una nuova epoca di decomposizione, di incertezza e di crisi – e addirittura, per larghe parti del mondo come l’Africa, l’ex URSS e le ex nazioni socialiste dell’Europa orientale, un’Età di catastrofe”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il candidato valuti criticamente la periodizzazione proposta da Hobsbawm e si soffermi sugli eventi che a suo parere caratterizzano gli anni ’70 del Novecento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TIPOLOGIA D &#8211; TEMA DI ORDINE GENERALE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il candidato, prendendo spunto da questa “previsione” di Andy Warhol, analizzi il valore assegnato alla “fama” (effimera o meno) nella società odierna e rifletta sul concetto di “fama” proposto dall’industria televisiva (Reality e Talent show) o diffuso dai social media (Twitter, Facebook, YouTube, Weblog, ecc.).</p>
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		<title>Esami di Stato – Prima Prova di Italiano 2011 – Tipologia B</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 14:13:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TIPOLOGIA B &#8211; REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE” (puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti) CONSEGNE Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TIPOLOGIA B &#8211; REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”</strong></p>
<p>(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)</p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONSEGNE</strong></p>
<p>Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.</p>
<p><span id="more-90"></span></p>
<p>Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.</p>
<p>Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.</p>
<p>Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato.</p>
<p>Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>1. AMBITO ARTISTICO &#8211; LETTERARIO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ARGOMENTO: Amore, odio, passione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/esami-di-stato-2011-prova-b/il-bacio/" rel="attachment wp-att-91"><img class="alignleft size-full wp-image-91" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Il-bacio" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/Il-bacio.jpg" alt="G. KLIMT, Il bacio, 1907-08" width="199" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/esami-di-stato-2011-prova-b/ettore-e-andromaca/" rel="attachment wp-att-92"><img class="alignleft size-full wp-image-92" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Ettore-e-Andromaca" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/Ettore-e-Andromaca.jpg" alt="G. DE CHIRICO, Ettore e Andromaca, 1917" width="164" height="200" /></a><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/esami-di-stato-2011-prova-b/gli-amanti/" rel="attachment wp-att-93"><img class="alignleft size-full wp-image-93" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Gli-amanti" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/Gli-amanti.jpg" alt="P. PICASSO, Gli amanti, 1923" width="153" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Tra l’altre distinzioni e privilegi che le erano stati concessi, per compensarla di non poter esser badessa, c’era anche quello di stare in un quartiere a parte. Quel lato del monastero era contiguo a una casa abitata da un giovine, scellerato di professione, uno de’ tanti, che, in que’ tempi, e co’ loro sgherri, e con l’alleanze d’altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo nomina Egidio, senza parlar del casato. Costui, da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall’empietà dell’impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro MANZONI, I promessi sposi, 1840-42</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ed avrebbe voluto strapparsi gli occhi per non vedere quelli della Lupa, che quando gli si ficcavano ne’ suoi gli facevano perdere l’anima ed il corpo. Non sapeva più che fare per svincolarsi dall’incantesimo. Pagò delle messe alle anime del Purgatorio e andò a chiedere aiuto al parroco e al brigadiere. A Pasqua andò a confessarsi, e fece pubblicamente sei palmi di lingua a strasciconi sui ciottoli del sacrato innanzi alla chiesa, in penitenza, e poi, come la Lupa tornava a tentarlo:</p>
<p>- Sentite! le disse, non ci venite più nell’aia, perché se tornate a cercarmi, com’è vero Iddio, vi ammazzo!</p>
<p>- Ammazzami, rispose la Lupa, ché non me ne importa; ma senza di te non voglio starci.</p>
<p>Ei come la scorse da lontano, in mezzo a’ seminati verdi, lasciò di zappare la vigna, e andò a staccare la scure dall’olmo. La Lupa lo vide venire, pallido e stralunato, colla scure che luccicava al sole, e non si arretrò di un sol passo, non chinò gli occhi, seguitò ad andargli incontro, con le mani piene di manipoli di papaveri rossi, e mangiandoselo con gli occhi neri. &#8211; Ah! malanno all’anima vostra! balbettò Nanni.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovanni VERGA, La Lupa, in Vita dei campi, 1880</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ella pareva colpita dal suono insolito della voce di Giorgio; e un vago sbigottimento cominciava a invaderla.</p>
<p>– Ma vieni!</p>
<p>Ed egli le si appressò con le mani tese. Rapidamente l’afferrò per i polsi, la trascinò per un piccolo tratto; poi la strinse tra le braccia, con un balzo, tentando di piegarla verso l’abisso.</p>
<p>– No, no, no&#8230;</p>
<p>Con uno sforzo rabbioso ella resistette, si divincolò, riuscì a liberarsi, saltò indietro anelando e tremando.</p>
<p>– Sei pazzo? – gridò con l’ira nella gola. – Sei pazzo?</p>
<p>Ma, come se lo vide venire di nuovo addosso senza parlare, come si sentì afferrata con una violenza più acre e trascinata ancóra verso il pericolo, ella comprese tutto in un gran lampo sinistro che le folgorò l’anima di terrore.</p>
<p>– No, no, Giorgio! Lasciami! Lasciami! Ancóra un minuto! Ascolta! Ascolta! Un minuto! Voglio dirti&#8230;</p>
<p>Ella supplicava, folle di terrore, divincolandosi. Sperava di trattenerlo, d’impietosirlo.</p>
<p>– Un minuto! Ascolta! Ti amo! Perdonami! Perdonami!</p>
<p>Ella balbettava parole incoerenti, disperata, sentendosi vincere, perdendo terreno, vedendo la morte.</p>
<p>– Assassino! – urlò allora furibonda.</p>
<p>E si difese con le unghie, con i morsi, come una fiera.</p>
<p>– Assassino! – urlò sentendosi afferrare per i capelli, stramazzando al suolo su l’orlo dell’abisso, perduta.</p>
<p>Il cane latrava contro il viluppo.</p>
<p>Fu una lotta breve e feroce come tra nemici implacabili che avessero covato fino a quell’ora nel profondo dell’anima un odio supremo.</p>
<p>E precipitarono nella morte avvinti.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gabriele D’ANNUNZIO, Il trionfo della morte, 1894</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Emilio poté esperimentare quanto importante sia il possesso di una donna lungamente desiderata. In quella memorabile sera egli poteva credere d’essersi mutato ben due volte nell’intima sua natura. Era sparita la sconsolata inerzia che l’aveva spinto a ricercare Angiolina, ma erasi anche annullato l’entusiasmo che lo aveva fatto singhiozzare di felicità e di tristezza. Il maschio era oramai soddisfatto ma, all’infuori di quella soddisfazione, egli veramente non ne aveva sentita altra. Aveva posseduto la donna che odiava, non quella ch’egli amava. Oh, ingannatrice! Non era né la prima, né – come voleva dargli ad intendere – la seconda volta ch’ella passava per un letto d’amore. Non valeva la pena di adirarsene perché l’aveva saputo da lungo tempo. Ma il possesso gli aveva data una grande libertà di giudizio sulla donna che gli si era sottomessa. – Non sognerò mai più – pensò uscendo da quella casa. E poco dopo, guardandola, illuminata da pallidi riflessi lunari: – Forse non ci ritornerò mai più. – Non era una decisione. Perché l’avrebbe dovuta prendere? Il tutto mancava d’importanza.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italo SVEVO, Senilità, 19272 (1a ed. 1898)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>2. AMBITO SOCIO &#8211; ECONOMICO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ARGOMENTO: Siamo quel che mangiamo?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DOCUMENTI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«“Le evidenze scientifiche pubblicate nell’ultimo anno non lasciano dubbi &#8211; dice Massimo Volpe, presidente della Siprec (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) &#8211; la vita sedentaria è un rischio per il cuore. Se a questo si aggiunge che spesso si mangia male, il quadro generale peggiora. Commettiamo troppi peccati di gola, trascuriamo la dieta mediterranea e gli alimenti cardine di una sana alimentazione. Pochissimi sanno davvero giudicare la salubrità di un alimento, molti si nutrono in modo disorganizzato”. Il 95 per cento, continua l’esperto, dichiara che il pranzo è il pasto più importante, ma poi l’80 per cento sceglie una pasta molto condita accompagnata dal pane. Un italiano su due mangia carne magra, ma c’è un buon 20 per cento che sceglie carni grasse più volte alla settimana; il 45 per cento consuma formaggi come minimo tre volte alla settimana. Uno su tre, poi, mangia pesce appena una volta alla settimana, mentre andrebbe consumato almeno due, tre volte. “Dobbiamo modificare le nostre abitudini &#8211; dice il cardiologo &#8211; e renderci conto che la salute del cuore si costruisce mattone dopo mattone, proprio come una casa. Sia il medico che il paziente possono imparare a fare prevenzione”.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Adele SARNO, Otto ore seduti? Il cuore rischia doppio. Arriva l’auto-test per la prevenzione, “la Repubblica” – 1 aprile 2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Mercoledì 17 novembre 2010. La quinta sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO [...] ha iscritto la Dieta Mediterranea nella prestigiosa lista (sc. del patrimonio culturale immateriale dell’umanità). [...] La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CNI-UNESCO, La Dieta Mediterranea è patrimonio immateriale dell’Umanità, www.unesco.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La politica alimentare [...] si deve basare sul concetto che l’energia primaria della vita è il cibo. Se il cibo è energia allora dobbiamo prendere atto che l’attuale sistema di produzione alimentare è fallimentare. […] Il vero problema è che da un lato c’è una visione centralizzata dell’agricoltura, fatta di monoculture e allevamenti intensivi altamente insostenibili, e dall’altro è stata completamente rifiutata la logica olistica, che dovrebbe essere innata in agricoltura, per sposare logiche meccaniciste e riduzioniste. Una visione meccanicista finisce con il ridurre il valore del cibo a una mera commodity, una semplice merce. È per questo che per quanto riguarda il cibo abbiamo ormai perso la percezione della differenza tra valore e prezzo: facciamo tutti molta attenzione a quanto costa, ma non più al suo profondo significato. […] Scambiare il prezzo del cibo con il suo valore ci ha distrutto l’anima. Se il cibo è una merce non importa se lo sprechiamo. In una società consumistica tutto si butta e tutto si può sostituire, anzi, si deve sostituire. Ma il cibo non funziona così.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Carlo PETRINI in Petrini-Rifkin. Il nuovo patto per la natura, “la Repubblica” &#8211; 9 giugno 2010</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Mangiare mentre si legge la posta, si gioca o si lavora al pc può avere serie conseguenze sulla nostra forma fisica. [...] Secondo quanto riportato dalla rivista American Journal of Clinical Nutrition, chi mangia svolgendo altre attività, sia questa navigare in internet o sui profili degli amici su Facebook, è più propenso ad esagerare con le quantità in quanto non ha il senso delle calorie che sta realmente introducendo e inoltre ha più voglia di dolci. [...] Quindi nonostante sia costume sempre più diffuso quello di mangiare rimanendo “connessi” col mondo intorno a noi, per chi ci tiene a non mettere su chili di troppo, meglio evitare le distrazioni durante i pasti e focalizzare l’attenzione su quello che si sta consumando.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Silvia MAGLIONI, Mangiare davanti al computer fa male alla linea, www.leonardo.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>3. AMBITO STORICO &#8211; POLITICO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ARGOMENTO: Destra e Sinistra.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DOCUMENTI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Se mi si concede che il criterio rilevante per distinguere la destra e la sinistra è il diverso atteggiamento rispetto all’ideale dell’eguaglianza, e il criterio rilevante per distinguere l’ala moderata e quella estremista, tanto nella destra quanto nella sinistra, è il diverso atteggiamento rispetto alla libertà, si può ripartire schematicamente lo spettro in cui si collocano dottrine e movimenti politici, in queste quattro parti: a) all’estrema sinistra stanno i movimenti insieme egualitari e autoritari, di cui l’esempio storico più importante, tanto da essere diventato un’astratta categoria applicabile, ed effettivamente applicata, a periodi e situazioni storiche diverse è il giacobinismo; b) al centro-sinistra, dottrine e movimenti insieme egualitari e libertari, per i quali potremmo oggi usare l’espressione «socialismo liberale», per comprendervi tutti i partiti socialdemocratici, pur nelle loro diverse prassi politiche; c) al centro-destra, dottrine e movimenti insieme libertari e inegualitari, entro cui rientrano i partiti conservatori, che si distinguono dalle destre reazionarie per la loro fedeltà al metodo democratico, ma, rispetto all’ideale dell’eguaglianza, si attestano e si arrestano sull’eguaglianza di fronte alla legge, che implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente la legge; d) all’estrema destra, dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, di cui credo sia superfluo indicare esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Norberto BOBBIO, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Donzelli editore, Roma 1994</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Se destra e sinistra non esistono bisogna inventarle. Sembra questo il precetto cruciale della politica nei nostri giorni. Sia che si pensi in termini liberali che in termini illiberali. Nel primo senso infatti, il modello di riferimento è sempre di tipo bipolare. Laburisti e conservatori, democratici o repubblicani, gollisti o socialisti, liberaldemocratici o socialdemocratici: la struttura binaria della politica nelle liberaldemocrazie d’occidente sembra un dato acquisito. E dunque la scelta tra destrorsi o sinistrorsi, tra centro-destra e centro-sinistra è invocata come l’inevitabile evoluzione di ogni sistema. Ma anche il pensiero critico verso il modello liberale si è sempre svolto all’insegna dell’invocazione di un dualismo che ricalca i termini di destra e di sinistra. Il marxismo si fonda sulla lotta di classe e sulla contrapposizione tra proletariato e borghesia, capitalismo-socialismo o democrazia progressiva e regime reazionario. E rischia di rigenerarsi nel bipolarismo tra nord e sud del mondo, tra occidente e paesi poveri e proletari. Ma anche le dottrine del nazionalismo, della destra classica e non solo, si riconoscono lungo l’asse segnato da Schmitt nell’opposizione tra amico e nemico. La politica nasce a partire da quel conflitto. Da noi la matrice cattolica ha temperato entrambe le posizioni, marxista e nazionalista, ma ha anche temperato il bipolarismo liberale. Il «centro» come luogo di mediazione e di purificazione del conflitto, nasce da noi nell’ambito di una visione cattolica, ecumenica, fondata sull’et et e non sull’aut aut. Ma la secolarizzazione, la scristianizzazione della società italiana, conduce a due effetti opposti: la ripresa forte del bipolarismo tra destra e sinistra o la neutralizzazione della politica e dunque del conflitto, attraverso un nuovo luogo di mediazione e di depotenziamento delle categorie di destra e di sinistra. Questo nuovo luogo di spoliticizzazione è rappresentato dal centrismo pragmatico e tecnocratico. Attualmente la nostra democrazia è aperta ad entrambe le ipotesi.»</p>
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<p><strong>Marcello VENEZIANI, Sinistra e destra. Risposta a Norberto Bobbio, Vallecchi Editore, Firenze 1995</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Eppure, persino nel caso italiano, così frastagliato e frammentato, sarebbe possibile riconoscere, per chi fosse disposto a osservare le cose con un minimo di obiettività, le stesse divisioni valoriali che sono presenti in tante altre democrazie. Se destra e sinistra significano qualcosa, infatti, esse indicano posizioni diverse su due problemi: le libertà economiche e i diritti civili. Quanto al tema economico, la destra predilige normalmente la libertà rispetto alla eguaglianza e la sinistra l’eguaglianza rispetto alla libertà: la destra è, in materia economica, più «liberale» e la sinistra più «socialista». In tema di diritti civili, invece, le parti si invertono: la sinistra è più «libertaria» (si tratti di matrimoni fra omosessuali o di concessioni di diritti agli immigrati) e la destra è più «tradizionalista». Questa divisione fra una destra liberale e tradizionalista e una sinistra socialista e libertaria la si ritrova ovunque nel mondo occidentale. Variamente declinata a seconda delle specificità storiche di ciascun Paese.»</p>
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<p><strong>Angelo PANEBIANCO, Le ragioni degli altri, “Corriere della Sera” &#8211; 17 aprile 2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La netta distinzione e contrapposizione tra destra e sinistra è stata una caratteristica dell’Italia repubblicana fino al 1992 (con la non secondaria eccezione del consociativismo), una caratteristica ereditata dal conflitto fra fascismo e antifascismo; mentre nell’Italia liberale si è manifestata in maniera radicale in pochi casi critici: nel conflitto fra Cavour e Garibaldi e negli anni immediatamente successivi, nella crisi di fine secolo, nel primo dopoguerra. A questicasi si devono aggiungere le quattro volte (1878, 1892, 1901, 1911) nelle quali furono formati ministeri di sinistra contrapposti alla destra. Ma di norma la contrapposizione mancò perché questa esaltava la lotta politica che invece i detentori liberali del potere vollero quasi sempre contenere o annullare. È vero che col socialismo si affermò una sinistra di classe che, in quanto tale, era intrinsecamente contrapposta alla destra. Ma la natura di classe e, nelle intenzioni, rivoluzionaria del socialismo e poi del comunismo non costituì mai una reale alternativa di potere. Quasi sempre destra e sinistra sono state entrambe deboli e si sono confuse fra loro nella maggioranza parlamentare, secondo la fisiologia del sistema politico nel quale si governava stando al centro, e spesso secondo le sue degenerazioni trasformistiche. Talvolta destra e sinistra si sono confuse nella stessa persona: tipico, ma non unico, è il caso di Giolitti che, soprattutto fra il 1903 e il 1909, fece la sua consueta politica di sinistra, di allargamento delle basi sociali dello Stato, usando strumenti di destra, cioè gli umori conservatori, di norma prevalenti nella sua maggioranza di governo, e la burocrazia, conservatrice quasi per definizione. In alcuni casi la confusione fra destra e sinistra ha acquistato un carattere diverso, si è realizzata con l’uso che la prima ha fatto della seconda, per allargare l’egemonia e consolidare il potere. I due casi più importanti sono stati quello di Crispi che ha usato, insieme al trasformismo ereditato da Depretis, la tradizione garibaldina, e quello di Mussolini che ha usato la sua formazione e il suo temperamento di rivoluzionario. Quando ciò avveniva, la sinistra conferiva alla destra un carattere particolarmente aggressivo (evidente nel fascismo) perché, privata degli ideali umanistici che ne costituivano e ne costituiscono l’essenza, sopravviveva solo nei suoi comportamenti variamente sovversivi.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giampiero CAROCCI, Destra e sinistra nella storia d’Italia, Laterza, Roma-Bari 2002</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>4. AMBITO TECNICO &#8211; SCIENTIFICO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ARGOMENTO: Enrico Fermi, fisico.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Due dati ci permettono di valutare l’importanza del campo di ricerca aperto da Enrico Fermi con il suo lavoro. Il primo riguarda i premi Nobel, una misura rozza ma efficace dell’importanza di un determinato settore della ricerca scientifica e dei progressi in esso conseguiti: più di dieci Nobel per la fisica sono stati attribuiti a scoperte relative alle interazioni deboli. Se Fermi non avesse ottenuto il Nobel per le sue ricerche sui neutroni ne avrebbe ben meritato uno per la scoperta delle interazioni deboli. Una seconda valutazione dell’importanza della scoperta di Enrico Fermi si può dedurre dal fatto che oltre la metà degli esperimenti attualmente in corso o in preparazione con acceleratori di particelle — al CERN di Ginevra, al Fermilab di Chicago, a Stanford come a Frascati come a Tsukuba in Giappone o a Novosibirsk in Russia — sono dedicati a studiare vari aspetti delle interazioni deboli. La stessa prevalenza degli studi sulle interazioni deboli si riscontra nei programmi sperimentali dei grandi laboratori sotterranei, come quello italiano del Gran Sasso, quello giapponese di Kamioka, ed altri ancora nel Canada e negli Stati Uniti. La teoria di Fermi delle interazioni deboli è ormai confluita nella più generale teoria delle particelle elementari che va sotto il nome di “Modello Standard”. […] È però importante ricordare che la teoria di Fermi mantiene ancora oggi il suo valore, sia per la validità delle soluzioni proposte sia come stimolo per una serie di ricerche che hanno impegnato i fisici per quasi settant’anni, e che ancora li impegneranno nei decenni a venire. In questa teoria si riflette la grandezza di Fermi, la firma di un grande maestro.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nicola CABIBBO, Le interazioni deboli, in Carlo BERNARDINI &#8211; Luisa BONOLIS (a cura di), Conoscere Fermi nel centenario della nascita 29 settembre 1901 &#8211; 2001, Editrice Compositori, Bologna 2001</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Enrico Fermi nasce a Roma nel 1901. La sua produzione scientifica inizia nel 1921 e termina con la sua morte nel 1954. All’inizio della sua attività, la fisica conosce due sole forze fondamentali della natura, la gravitazione e l’elettromagnetismo, e due sole particelle elementari costituenti la materia, i nuclei di idrogeno (protoni) e gli elettroni. A metà degli anni Cinquanta le forze fondamentali sono diventate quattro, con l’aggiunta delle interazioni nucleari forte e debole, e le particelle elementari note sono ormai una trentina. In poco meno di trent’anni la concezione della materia subisce un mutamento così radicale e inusitato da rendere tale periodo, per la rapidità e la quantità delle conoscenze acquisite, forse unico nella storia del pensiero scientifico occidentale. Le ricerche di Fermi segnarono profondamente questo trentennio, non solo per la quantità e l’importanza dei risultati ottenuti ma soprattutto per il loro ruolo storico. Esistono infatti traguardi scientifici di enorme valore che giungono al termine di lunghe e pazienti ricerche e che coronano un ben definito progetto iniziale, ma ci sono anche scoperte apparentemente meno straordinarie che obbligano a inattese risistemazioni del sapere acquisito, scardinano principî metodologici e conoscenze unanimemente accettate e imprimono alla ricerca direzioni nuove e del tutto impreviste. Nel suo itinerario di scienziato […] Fermi raggiunse entrambi gli obiettivi.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giuseppe BRUZZANITI, Enrico Fermi. Il genio obbediente, Einaudi, Torino 2007</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Dalla lettura dei giornali di qualche settimana fa avrai probabilmente capito a quale genere di lavoro ci siamo dedicati in questi ultimi anni. È stato un lavoro di notevole interesse scientifico e l’aver contribuito a troncare una guerra che minacciava di tirar avanti per mesi o per anni è stato indubbiamente motivo di una certa soddisfazione. Noi tutti speriamo che l’uso futuro di queste nuove invenzioni sia su base ragionevole e serva a qualche cosa di meglio che a rendere le relazioni internazionali ancora più difficili di quello che sono state fino ad ora. I giornali hanno pubblicato un certo numero di dettagli sul lavoro di questi ultimi anni e tali dettagli, naturalmente, non sono più segreti. Ti interesserà sapere, se non lo sai già dai giornali italiani, che verso la fine del 1942 abbiamo costruito a Chicago la prima macchina per produrre una reazione a catena con uranio e grafite. È diventato d’uso comune chiamare queste macchine «pile». Dopo la prima pila sperimentale molte altre ne sono state costruite di grande potenza. Dal punto di vista della fisica, come ti puoi immaginare, queste pile rappresentano una ideale sorgente di neutroni che abbiamo usato tra l’altro per molte esperienze di fisica nucleare e che probabilmente verranno usate ancora di più per questo scopo ora che la guerra è finita.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lettera di Enrico Fermi a Edoardo Amaldi del 28 agosto 1945 (in Edoardo AMALDI, Da via Panisperna all’America, Editori Riuniti, Roma 1997)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Vorrei discutere con voi la crisi che la scienza attraversa da due anni a questa parte. In larga misura questa crisi è dovuta all’improvvisa consapevolezza, di parte dell’opinione pubblica e del Governo, del tremendo ruolo che la Scienza può avere nelle cose umane. L’importanza di questo ruolo era già nota. Ma il drammatico impatto portato dalla costruzione della bomba atomica lo ha portato nella pubblica consapevolezza in maniera così vivida che gli scienziati si sono trovati, inaspettatamente e talora contro la propria volontà, ad essere sotto i riflettori […] C’è una grande penuria di uomini di scienza ben preparati […] Ora le iscrizioni di studenti nei dipartimenti scientifici sono tornate a essere abbondanti. Spero che ben pochi di questi studenti siano attratti dal nuovo fascino che la scienza ha acquistato. La professione del ricercatore deve tornare alla sua tradizione di ricerca per l’amore di scoprire nuove verità. Poiché in tutte le direzioni siamo circondati dall’ignoto e la vocazione dell’uomo di scienza è di spostare in avanti le frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni, non solo in quelle che promettono più immediati compensi o applausi.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discorso tenuto da Enrico Fermi nel 1947 (in Giulio MALTESE, Ritorno a Chicago: </strong>Enrico Fermi e la nascita della fisica delle alte energie nel secondo dopoguerra (1946-1954), in Atti del XXI Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell’Astronomia, Dipartimento di Fisica, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS), 6, 7 e 8 giugno 2001)</p>
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		<title>Esami di Stato &#8211; Prima Prova di Italiano 2011 &#8211; Tipologia A</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:35:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte. TIPOLOGIA A &#8211; ANALISI DEL TESTO Giuseppe Ungaretti, Lucca (da L’Allegria) Edizione: G. Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di C. Ossola, Mondadori, Milano 2009, p. 133 &#160; 1) A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/esami-di-stato-italiano-2011/giuseppe-ungaretti/" rel="attachment wp-att-83"><img class="alignleft size-full wp-image-83" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Giuseppe Ungaretti" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/Giuseppe-Ungaretti.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.</p>
<p><strong>TIPOLOGIA A &#8211; ANALISI DEL TESTO</strong></p>
<p><strong>Giuseppe Ungaretti</strong>, Lucca (da L’Allegria)</p>
<p><strong>Edizione:</strong> G. Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di C. Ossola,</p>
<p>Mondadori, Milano 2009, p. 133</p>
<p><span id="more-77"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1)</strong> A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava di questi posti.</p>
<p><strong>2)</strong> La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.</p>
<p><strong>3)</strong> La città ha un traffico timorato e fanatico.</p>
<p><strong>4)</strong> In queste mura non ci si sta che di passaggio.</p>
<p><strong>5)</strong> Qui la meta è partire.</p>
<p><strong>6)</strong> Mi sono seduto al fresco sulla porta dell’osteria con della gente che mi parla di California come d’un suo podere.</p>
<p><strong>7)</strong> Mi scopro con terrore nei connotati di queste persone.</p>
<p><strong> <img src='http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> </strong> Ora lo sento scorrere caldo nelle mie vene, il sangue dei miei morti.</p>
<p><strong>9)</strong> Ho preso anch’io una zappa.</p>
<p><strong>10)</strong> Nelle cosce fumanti della terra mi scopro a ridere.</p>
<p><strong>11)</strong> Addio desideri, nostalgie.</p>
<p><strong>12)</strong> So di passato e d’avvenire quanto un uomo può saperne.</p>
<p><strong>13)</strong> Conosco ormai il mio destino, e la mia origine.</p>
<p><strong>14)</strong> Non mi rimane più nulla da profanare, nulla da sognare.</p>
<p><strong>15)</strong> Ho goduto di tutto, e sofferto.</p>
<p><strong>16)</strong> Non mi rimane che rassegnarmi a morire.</p>
<p><strong>17)</strong> Alleverò dunque tranquillamente una prole.</p>
<p><strong>18)</strong> Quando un appetito maligno mi spingeva negli amori mortali, lodavo la vita.</p>
<p><strong>19)</strong> Ora che considero, anch’io, l’amore come una garanzia della specie, ho in vista la morte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giuseppe Ungaretti</strong> nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888, da genitori emigrati da Lucca ed è morto a Milano nel 1970. Nel 1912 lasciò per sempre l’Egitto. A Parigi approfondì la sua preparazione letteraria e conobbe personalmente importanti artisti e scrittori. Partecipò alla guerra mondiale come soldato semplice. Risalgono a quell’epoca le poesie raccolte ne Il Porto Sepolto, 1916 e poi confluite, insieme ad altre, in Allegria di Naufragi, 1919. La poesia che si propone raggiunse la redazione definitiva nel 1936, attraverso diverse stesure a partire dal 1919.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. Comprensione complessiva</strong></p>
<p>Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. Analisi del testo</strong></p>
<p>2.1 Soffermati sugli aspetti linguistico-lessicali della poesia e, in particolare, sugli aggettivi.</p>
<p>2.2 Spiega l’espressione “La mia infanzia ne fu tutta meravigliata” (2).</p>
<p>2.3 Individua gli elementi che caratterizzano la città (3-5).</p>
<p>2.4 Il poeta evoca una scoperta che lo terrorizza (7). Quali le ragioni del “terrore”?</p>
<p>2.5 Il poeta contrappone agli “amori mortali” (18) “l’amore come una garanzia della specie” (19). Spiega la contrapposizione.</p>
<p>2.6 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. Interpretazione complessiva e approfondimenti</strong></p>
<p>Sulla base dell’analisi condotta, proponi una tua interpretazione complessiva della poesia e approfondiscila con opportuni collegamenti ad altri testi di Ungaretti o a testi di altri autori. Alternativamente, puoi fare riferimento alla situazione storico-culturale dell’epoca o a situazioni del nostro tempo, sviluppando i confronti che ti interessano.</p>
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		<title>Progetto adotta il museo e mettilo in rete</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:25:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli studenti di 9 istituti superiori del Lazio hanno progettato per il web 10 percorsi culturali che, partendo da 10 musei collegati alla storia del territorio delle 5 province, vogliono incuriosire e sorprendere il pubblico giovane e meno giovane e guidarlo nella gioiosa scoperta della bellezze monumentali, artistiche e naturali della Regione. Obiettivo dell&#8217;iniziativa è [...]]]></description>
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<div>
<p><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/scuola-progetto-museo/museo300/" rel="attachment wp-att-68"><img class="alignleft size-full wp-image-68" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Museo" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/museo300.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Gli studenti di 9 istituti superiori del Lazio hanno progettato per il web 10 percorsi culturali che, partendo da 10 musei collegati alla storia del territorio delle 5 province, vogliono incuriosire e sorprendere il pubblico giovane e meno giovane e guidarlo nella gioiosa scoperta della bellezze monumentali, artistiche e naturali della Regione.</p>
<p><span id="more-60"></span></p>
<p>Obiettivo dell&#8217;iniziativa è incuriosire i ragazzi verso una realtà -il museo- troppo spesso considerata poco attraente, per non dire noiosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il linguaggio fresco adottato dalle nostre redazioni in erba e l&#8217;aver delegato interamente agli studenti la scelta grafica e la selezione dei contenuti dei 10 siti, ha dato vita ad un &#8220;prodotto culturale&#8221; che auspichiamo faccia superare ai più giovani la consueta &#8220;intolleranza&#8221; verso una istituzione considerata da sempre &#8220;tempio&#8221; dei cultori della materia e degli addetti ai lavori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per saperne di più <a title="vai al sito" href="http://www.musei-lazio.it/" target="_blank">www.musei-lazio.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
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		<title>Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:09:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggetto: Legge 14 giugno 2011, recante &#8220;Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall&#8217;incuria dell&#8217;uomo&#8221;. &#160; Il Parlamento ha  approvato la legge 14 giugno 2011, n. 101, recante “Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”. &#160; A riguardo, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/Giornata-nazionale-in-memoria-delle-vittime-dei-disastri-ambientali-e-industriali3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-74" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Giornata Nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/10/Giornata-nazionale-in-memoria-delle-vittime-dei-disastri-ambientali-e-industriali3.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Oggetto: Legge 14 giugno 2011, recante &#8220;Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall&#8217;incuria dell&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p>Il Parlamento ha  approvato la legge 14 giugno 2011, n. 101, recante “Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”.</p>
<p><span id="more-52"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A riguardo, si fa presente che l’articolo 2 della citata legge dispone che, in occasione di tale Giornata, che ricorre il 9 ottobre di ogni anno, le scuole di ogni ordine e grado possono organizzare “manifestazioni, cerimonie, incontri e momenti di ricordo e riflessione sui fatti accaduti, al fine di promuovere attività di sensibilizzazione e di maggiore consapevolezza dei rischi connessi ad interventi che alterano gli equilibri del territorio e della necessità di tutelare il patrimonio ambientale del Paese”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò premesso, si invitano le SS. LL. a promuovere tra le istituzioni scolastiche del territorio iniziative coerenti con le disposizioni legislative sopra richiamate.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Scuola &#8211; CdM approva riforma dei licei dal 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 12:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Approvata oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923. Con questa riforma si vuole: fornire maggiore sistematicità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/scuola-riforma-licei-2010/scuola300/" rel="attachment wp-att-71"><img class="alignleft size-full wp-image-71" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Scuola" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/09/Scuola300.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Approvata oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.</p>
<p><span id="more-43"></span>Con questa riforma si vuole:</p>
<ul>
<li>fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione;</li>
<li>razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie di studio;</li>
<li>caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale;</li>
<li>riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche;</li>
<li>consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze.</li>
</ul>
<p>Il Regolamento recante “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” approvato oggi completa la riforma della scuola secondaria superiore avviata dal ministro Mariastella Gelmini con la riforma degli istituti tecnici e professionali e partirà dal 2010.</p>
<p>Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde. La riforma entrerà a regime nel 2013.</p>
<p align="center"><strong>Le novità della riforma:</strong></p>
<p><strong>Per cancellare la frammentazione e consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare</strong> i 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime sperimentazioni attivate saranno ricondotte in <strong>6 licei</strong>.</p>
<p>Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico, oltre all’istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, con la riforma avremo:</p>
<ul>
</ul>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>Liceo artistico</strong></span>, articolato in tre indirizzi:
<ul>
<li><em>arti figurative</em> &#8211; a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali;</li>
<li><em>architettura, design, ambiente</em> &#8211; a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;</li>
<li><em>audiovisivo, multimedia, scenografia</em> &#8211; a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Liceo classico</span></strong>. Con la riforma sarà finalmente introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Liceo scientifico</span></strong>. Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione <strong>scientifico tecnologica </strong>che consentirà l’approfondimento della conoscenza di concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Liceo linguistico</span></strong>. Il liceo linguistico prevederà l’insegnamento di <strong>3 lingue straniere</strong>. Dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Liceo musicale e coreutico</span></strong>. E’ una delle novità della riforma. Il liceo musicale sarà articolato nelle due sezioni musicale e coreutica. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e potranno essere attivati in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza.<br />
Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, devono essere in grado di:</p>
<ul>
<li>cogliere i valori estetici delle opere musicali;</li>
<li>conoscere repertori significativi del patrimonio musicale e coreutico nazionale e internazionale, analizzandoli mediante l’ascolto, la visione e la decodifica dei testi;</li>
<li>individuare le ragioni e i contesti storici relativi ad opere, autori, personaggi, artisti, movimenti, correnti musicali e allestimenti coreutici;</li>
<li>conoscere ed analizzare gli elementi strutturali del linguaggio musicale e coreutico sotto gli aspetti della composizione, dell’interpretazione, dell’esecuzione e dell’improvvisazione;</li>
<li>conoscere le relazioni tra musica, motricità, emotività e scienze cognitive.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Liceo delle scienze umane</span></strong>. Altra novità della riforma è il liceo delle scienze umane. Sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Il piano di studi di questo indirizzo si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica.
<ul>
<li>Le scuole potranno attivare l’opzione<strong> sezione economico-sociale</strong> in cui saranno approfonditi i nessi e le interazioni fra le scienze giuridiche, economiche, sociali e storiche.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Altre novità introdotte:</p>
<ul>
<li><strong>valorizzazione della lingua latina.</strong> Il latino è presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane; come opzione negli altri licei;</li>
<li><strong>incremento orario della matematica</strong>, <strong>della fisica e delle scienze</strong> per irrobustire la componente scientifica nella preparazione liceale degli studenti (gli insegnamenti di fisica e scienze possono essere attivati dalle istituzioni scolastiche anche nel biennio del liceo classico);</li>
<li><strong>potenziamento delle lingue straniere</strong> con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia.</li>
<li>presenza nel liceo scientifico di una <strong>opzione in cui confluisce l’esperienza del liceo tecnologico,</strong> che ha rappresentato negli anni trascorsi un significativo filone di innovazione;</li>
<li>presenza delle <strong>discipline giuridiche ed economiche</strong> sia nel liceo scientifico (opzione tecnologica), sia nel liceo delle scienze sociali (opzione economico-sociale), sia negli altri licei attraverso la quota di autonomia.</li>
<li><strong>insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera,</strong> che ci allinea alle migliori esperienze del resto d’Europa.</li>
<li><strong>Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie</strong>. I quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità.<br />
Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno, ad eccezione del classico (31 ore negli ultimi tre anni), per preservare le caratteristiche rafforzando la lingua straniera, dell’artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32), perché questi ultimi prevedono materie pratiche ed esercitazioni.</li>
<li><strong>Entrano a regime le sperimentazioni</strong> che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.</li>
</ul>
<p><strong><em>Nuova organizzazione </em></strong></p>
<p>La nuova organizzazione dei licei prevede:</p>
<ul>
</ul>
<ul>
<li><strong>Maggiore autonomia scolastica:</strong>
<ul>
<li>Possibilità per le istituzioni scolastiche di usufruire di una quota di flessibilità degli orari del 20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio. Attraverso questa quota, ogni scuola può decidere di diversificare le proprie sezioni, di ridurre (sino a un terzo nell’arco dei 5 anni) o aumentare gli orari delle discipline, anche attivando ulteriori insegnamenti previsti in un apposito elenco.</li>
<li>Possibilità di attivare ulteriori insegnamenti opzionali anche assumendo esperti qualificati attraverso il proprio bilancio.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
</ul>
<ul>
<li><strong>Un rapporto più forte scuola-mondo del lavoro-università</strong><br />
Possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l’alternanza scuola-lavoro e stage o in collegamento con il mondo dell’alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Nuove articolazioni del collegio dei docenti:</strong>
<ul>
<li>costituzione in ogni scuola di <strong>dipartimenti disciplinari</strong>, che riuniscono i docenti di uno stesso ambito disciplinare, per sostenere la didattica, la ricerca, la progettazione dei percorsi.</li>
<li>costituzione di un <strong>comitato scientifico</strong> composto paritariamente da docenti ed esperti del mondo della cultura e del lavoro.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Dipartimenti disciplinari e comitato scientifico non ledono comunque la sovranità del collegio docenti.</p>
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		<title>Il ministro Gelmini annuncia le materie della maturità su Youtube</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 12:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Greco al Liceo classico; matematica al Liceo scientifico; lingua straniera al Liceo linguistico; pedagogia al Liceo pedagogico; figura disegnata al Liceo artistico: sono queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta degli esami di Stato 2010. Lo ha annunciato il ministro Gelmini con un video sul suo canale www.youtube.it/mariastellagelmini. Le prove scritte dell&#8217;esame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.xn--maturit-fwa.net/materie-maturita-youtube/mariastella_gelmini300/" rel="attachment wp-att-65"><img class="alignleft size-full wp-image-65" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Maria Stella Gelmini - Youtube" src="http://www.xn--maturit-fwa.net/wp-content/uploads/2011/09/mariastella_gelmini300.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Greco</em> al Liceo classico; <em>matematica</em> al Liceo scientifico; <em>lingua straniera</em> al Liceo linguistico; <em>pedagogia</em> al Liceo pedagogico; <em>figura disegnata</em> al Liceo artistico: sono queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta degli esami di Stato 2010. Lo ha annunciato il ministro Gelmini con un video sul suo canale</p>
<p><span id="more-40"></span><a title="vai al sito esterno" href="http://www.youtube.it/mariastellagelmini"><strong>www.youtube.it/mariastellagelmini</strong></a>.</p>
<p>Le prove scritte dell&#8217;esame di maturità si terranno il 22 giugno (prima prova) e il 23 giugno (seconda prova).</p>
<p>In particolare per la seconda prova scritta sono state selezionate, per i licei:</p>
<ul>
<li>liceo classico: <strong>greco</strong>;</li>
<li>liceo scientifico: <strong>matematica</strong>;</li>
<li>liceo linguistico: <strong>lingua straniera</strong>;</li>
<li>liceo pedagogico: <strong>pedagogia</strong>;</li>
<li>liceo artistico:<strong> figura disegnata</strong>.</li>
</ul>
<p>Per gli <strong>istituti tecnici e professionali</strong> sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratico-laboratoriale. Per questa ragione la seconda prova può essere svolta, come per il passato, in forma scritta o grafica o scritto-grafica o scritto-pratica, utilizzando anche i laboratori dell&#8217;istituto.</p>
<p>Le materie scelte per alcuni indirizzi sono:</p>
<ul>
<li>istituto tecnico commerciale (ragionieri): <strong>economia aziendale</strong>;</li>
<li>istituto tecnico per geometri: <strong>estimo</strong>;</li>
<li>istituto tecnico per il turismo: <strong>lingua straniera</strong>;</li>
<li>istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione: <strong>economia e gestione delle aziende ristorative</strong>;</li>
<li>istituto professionale per i servizi sociali: <strong>tecnica amministrativa</strong>.</li>
</ul>
<p>Per il <strong>settore artistico </strong>(licei e istituti d&#8217;arte) la materia di seconda prova ha carattere progettuale e laboratoriale (architettura, ceramica, mosaico, marmo, oreficeria ecc.) e si svolge in tre giorni.</p>
<p><strong>Materie affidate ai membri esterni</strong><br />
Il decreto individua, inoltre, le materie affidate ai membri esterni. Quest&#8217;anno, per la prima volta, è stata affidata al commissario esterno la lingua straniera nei licei scientifici.</p>
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